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Calcolo IMU

Calcola l’IMU dovuta su seconda casa e immobili: inserisci la rendita catastale, scegli la categoria e indica l’aliquota del tuo Comune. Lo strumento applica rivalutazione, moltiplicatore e proporzione di possesso.

Calcolatore IMU

Imposta municipale · seconda casa e immobili

La trovi nella visura catastale. Per le aree edificabili inserisci il valore venale di mercato.

Aliquota di base 8,6‰; molti Comuni la elevano fino al 10,6‰ per le seconde case. Inserisci quella del tuo Comune.

IMU annua dovuta
Base imponibile
Moltiplicatore categoria
IMU lorda (quota e mesi)
Detrazione
Acconto (16 giugno)
Saldo (16 dicembre)

I risultati sono una stima indicativa a scopo informativo e non costituiscono consulenza fiscale. Per importi ufficiali rivolgiti a un professionista o agli enti competenti.

Parametri aggiornati al 2026. Il calcolo avviene interamente nel tuo browser: i dati che inserisci non vengono inviati né salvati.

Come si calcola l’IMU

L’IMU si calcola in tre passaggi: si rivaluta la rendita catastale del 5%, si moltiplica il risultato per il coefficiente della categoria catastale (160 per le abitazioni) ottenendo la base imponibile, e si applica l’aliquota deliberata dal Comune, espressa in per mille. L’importo va infine riproporzionato sulla quota e sui mesi di possesso.

Nel dettaglio, la procedura completa:

  1. Recupera la rendita catastale dalla visura (per i terreni agricoli, il reddito dominicale).
  2. Rivaluta la rendita del 5% (25% per i terreni agricoli).
  3. Moltiplica per il coefficiente di categoria — 160 per le abitazioni — e ottieni la base imponibile.
  4. Applica l’aliquota del Comune in per mille: l’ordinaria è 8,6‰, elevabile fino a 10,6‰.
  5. Riproporziona l’importo sulla quota di possesso e sui mesi dell’anno, poi dividilo tra acconto e saldo.

Esempio svolto: un’abitazione con rendita di 600,00 € ha una base imponibile di 100.800,00 € (600 × 1,05 × 160). Con l’aliquota ordinaria del 8,6‰ l’IMU annua è di 866,88 €: 433,44 € di acconto a giugno e altrettanti a saldo a dicembre.

Tabelle di riferimento

L’IMU a colpo d’occhio

Importi annui calcolati con lo stesso motore del calcolatore, dalle rendite tipiche ai moltiplicatori di legge.

Quanto si paga di IMU sulla seconda casa

La tabella stima l’IMU annua di una seconda casa per le rendite catastali più comuni, sia con l’aliquota ordinaria del 8,6‰ sia con la massima del 10,6‰, quella che molti capoluoghi applicano agli immobili tenuti a disposizione.

Rendita catastale Base imponibile IMU ad aliquota 8,6‰ IMU ad aliquota 10,6‰
500,00 € 84.000,00 € 722,40 € 890,40 €
750,00 € 126.000,00 € 1083,60 € 1335,60 €
1000,00 € 168.000,00 € 1444,80 € 1780,80 €
1500,00 € 252.000,00 € 2167,20 € 2671,20 €

Ipotesi: abitazione non principale (moltiplicatore 160), quota di possesso 100%, 12 mesi, nessuna detrazione. L’importo annuo si divide a metà tra acconto e saldo; per la tua aliquota usa il calcolatore.

Moltiplicatori catastali per categoria

La base imponibile è la rendita rivalutata moltiplicata per il coefficiente che la legge assegna a ciascuna categoria catastale. Ecco i valori in vigore, gli stessi usati dal calcolatore:

Categoria catastale Moltiplicatore Rivalutazione della rendita
Abitazioni e pertinenze (gruppo A escl. A/10; C/2, C/6, C/7) × 160 5%
Uffici e studi privati (A/10) e D/5 × 80 5%
Categoria B, C/3, C/4, C/5 (scuole, laboratori…) × 140 5%
Negozi e botteghe (C/1) × 55 5%
Immobili a destinazione speciale (gruppo D, escl. D/5) × 65 5%
Terreni agricoli (reddito dominicale) × 135 25%
Aree edificabili (valore venale di mercato)

Per le aree edificabili non si usa la rendita: la base imponibile è il valore venale di mercato al 1° gennaio dell’anno d’imposta.

Questi coefficienti valgono solo per l’IMU: per successioni, donazioni e acquisti col prezzo-valore si usa invece il valore catastale, che ha moltiplicatori diversi.

Chi paga l’IMU e chi è esente

L’IMU è dovuta da chi possiede l’immobile a titolo di proprietà o di altro diritto reale: usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie. Il nudo proprietario quindi non paga (l’imposta spetta all’usufruttuario), nel leasing paga il locatario e, per la casa assegnata dal giudice, il genitore affidatario dei figli è esente come se fosse abitazione principale.

Oltre all’esenzione per l’abitazione principale non di lusso, esistono riduzioni da conoscere: il comodato gratuito a genitori o figli con contratto registrato dimezza la base imponibile, gli immobili storici o inagibili pagano sul 50% della base, e per le locazioni a canone concordato l’imposta è ridotta al 75%.

Se stai valutando l’acquisto di una seconda casa, metti l’IMU in conto tra i costi ricorrenti: prima verifica la rata sostenibile con il calcolo della rata del mutuo, poi inserisci acconto e saldo tra le uscite annuali nel budget planner.

Acconto e saldo: quando e come si versa

L’imposta si paga in due rate: l’acconto entro il 16 giugno, pari alla metà di quanto versato per l’anno precedente, e il saldo entro il 16 dicembre, a conguaglio sulla base delle delibere pubblicate per l’anno in corso. In alternativa si può versare tutto in un’unica soluzione a giugno. Per l’abitazione dell’esempio (866,88 € l’anno) significa 433,44 € a giugno e altrettanti a dicembre.

Il versamento si effettua con il modello F24 — codice tributo 3918 per gli altri fabbricati — o con l’apposito bollettino postale, indicando il codice catastale del Comune. Chi dimentica una scadenza può rimediare con il ravvedimento operoso, pagando una sanzione ridotta che cresce con i giorni di ritardo.

Domande frequenti

Tutto sull’IMU

Le domande più comuni su base imponibile, moltiplicatori e scadenze.

Si parte dalla rendita catastale, la si rivaluta del 5% e la si moltiplica per il coefficiente di categoria (160 per le abitazioni del gruppo A). Si ottiene la base imponibile, su cui si applica l’aliquota stabilita dal Comune (in ‰). Il risultato va riproporzionato in base alla quota e ai mesi di possesso.
Con l’aliquota ordinaria del 8,6‰ si pagano 722,40 € l’anno; con l’aliquota massima del 10,6‰ si arriva a 890,40 €. Il conto: rendita rivalutata del 5% e moltiplicata per 160 (base imponibile 84.000,00 €), poi per l’aliquota comunale.
L’IMU è dovuta dai proprietari (o titolari di altri diritti reali) di immobili diversi dall’abitazione principale: seconde case, immobili a disposizione, negozi, uffici, terreni e aree edificabili. L’abitazione principale non di lusso ne è esente.
No, l’abitazione principale non di lusso è esente, insieme a una pertinenza per ciascuna delle categorie C/2, C/6 e C/7. Fanno eccezione le abitazioni classificate A/1, A/8 e A/9, che pagano con l’aliquota ridotta decisa dal Comune e beneficiano di una detrazione di 200,00 €.
I principali moltiplicatori sono: 160 per le abitazioni (gruppo A, escluso A/10) e C/2-C/6-C/7; 140 per il gruppo B e C/3-C/4-C/5; 80 per uffici A/10 e D/5; 65 per il gruppo D; 55 per i negozi C/1; 135 per i terreni agricoli (sul reddito dominicale rivalutato del 25%).
L’IMU si versa in due rate: l’acconto entro il 16 giugno e il saldo entro il 16 dicembre. È possibile anche pagare l’intero importo in un’unica soluzione entro il 16 giugno.
L’aliquota è fissata ogni anno con delibera comunale: la trovi sul sito istituzionale del tuo Comune o nella banca dati delle delibere del Dipartimento delle Finanze (MEF). Se il Comune non delibera, vale l’aliquota ordinaria; molti Comuni la elevano al massimo per le seconde case.
La rendita catastale è indicata nella visura catastale, scaricabile gratis dal sito dell’Agenzia delle Entrate se sei intestatario dell’immobile. La trovi anche nell’atto di acquisto (rogito) o nelle dichiarazioni dei redditi degli anni precedenti. Per i terreni agricoli il valore da usare è il reddito dominicale.
Si conta per intero il mese in cui il possesso è durato più della metà dei giorni; a parità di giorni tra venditore e acquirente, il mese è a carico dell’acquirente. L’imposta si calcola quindi in dodicesimi, in proporzione ai mesi di possesso effettivo nell’anno.
Puoi regolarizzare con il ravvedimento operoso: versi l’imposta dovuta più una sanzione ridotta e gli interessi legali calcolati sui giorni di ritardo. La sanzione cresce con il tempo trascorso, quindi prima si rimedia meno si paga. Il versamento si fa sempre con modello F24, con i codici tributo IMU.
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